28.12.2015

Parendo alla mente
on:

One year books


22.11.2015

Il dono e la minaccia
on:

Treterzi blog


23.10.2015

Sono stato lì.
Esperienze di rilievo fotografico dell’Italia contemporanea.

curated by Stefano Munarin and Andrea Pertoledeo

Osservatorio Fotografico
Via D’Azzeglio 22
Ravenna

1st > 14th November  2015

 


09.10.2015

Little Big Press
Book’s Space
curated by 3/3

Festival Internazionale di Roma
XIV edizione: IL PRESENTE

MACRO
Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Nizza 138, Roma

9th October 2015 > 17th January 2016

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13.07.2015

Sono stato lì.
Esperienze di rilievo fotografico dell’Italia contemporanea.

curated by Stefano Munarin and Andrea Pertoledeo

F4 un’idea di fotografia
Fondazione Francesco Fabbri
Villa Brandolini
Pieve di Soligo (Tv)

4th July > 16th August 2015

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6.06.2015

Sono stato lì.
Esperienze di rilievo fotografico dell’Italia contemporanea.

curated by Stefano Munarin and Andrea Pertoledeo

XVIII Conferenza Nazionale Società Italiana degli Urbanisti
Ex Cotonificio Santa Marta
Università Iuav di Venezia
Dorsoduro, 2196, 30123 Venezia

9th > 19th June 2015

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4.06.2015

Purtroppo ti amo. La fotografia si dichiara al suo territorio
Paolo Cappelletti

Federico Covre nel 2010 ha realizzato qualcosa che, fin dal titolo, ci riporta a chiudere il cerchio che avevamo aperto con la dichiarazione d’amore di Pacini: Dovresti esserci. La vita qui è come l’abbiamo sempre sognata è la destinazione della confessione di appartenenza, il Purtroppo qui è nascosto, taciuto, apparentemente scomparso ma destinato a tornare sulla superficie delle immagini. Nelle parole dell’autore stesso, «il paesaggio è la rappresentazione di noi stessi, la traccia dei nostri ricordi, il riconoscimento delle nostre attenzioni e immaginazioni. Descrive il nostro mondo interiore ed è parte integrante della nostra identità. È lo spazio sociale in cui esercitiamo l’esperienza» ed è fondamentale esercitarne lo studio fotografico non per una forma moralista di condanna o, tantomeno, per un’estetica apologetica quanto, piuttosto, «per attivare una forma di lettura in grado di assimilare i cambiamenti della città a noi contemporanea».”

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